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Cosmeceutici: marketing o scienza? Prof.ssa A. Semenzato

26/09/2020

​​​​​​​Il termine “cosmeceutics" è stato coniato nel 1984 dal professor Albert Kligman, uno dei più importanti dermatologi americani del secolo scorso, per rispondere ad una precisa esigenza scientifica. Per quale motivo questo termine viene spesso accusato di essere una vuota strategia di marketing comunicativo per attirare nuovi consumatori? Cosa ci sia di vero o di tattico dietro questo termine lo domandiamo alla prof.ssa Alessandra Semenzato, docente di Chimica dei prodotti cosmetici all’Università di Padova, con una esperienza di 30 anni nella ricerca formulativa dermocosmetica e dermocorrettiva.

“Per comprendere l’origine di questa parola dobbiamo considerare che una normativa cosmetica esiste in molti paesi, tra cui l’Europa, ma non esiste negli USA dove esistono regole stabilite da FDA solo per due categorie di prodotti cosmetici a cui viene riconosciuta una interazione con la fisiologia cutanea: i prodotti solari e gli antitraspiranti”.

Ad un cosmetico anti-aging, invece, non è possibile attribuire alcun claim che faccia riferimento ad una funzione correttiva o preventiva della fisiologia, ma solo generiche affermazioni su funzioni di tipo estetico, di abbellimento, esterno e superficiale. Il professor Kligmann, studiando gli effetti della tretinoina sull’acne, era consapevole dei risultati clinici della vitamina A e dei suoi derivati sul fotoinvecchiamento e ha, correttamente, proposto di creare una nuova classe di prodotti cosmetici sulla base delle evidenze scientifiche che sostengono che l’invecchiamento non è solo un problema estetico, che esistono principi attivi che possono interagire con la struttura cutanea apportando dei benefici e che la loro applicazione modifica la fisiologia cutanea e aiuta la pelle a mantenersi sana. Purtroppo però, questa richiesta non è mai stata accettata da FDA.  

In Europa la normativa è molto diversa: i cosmetici possono avere e vantare effetti che prevedono interazioni con la fisiologia cutanea poiché nella definizione di prodotto cosmetico del reg 1223 è compresa la dicitura “mantenere in buono stato”. Anche se il legislatore non ha ritenuto che in Europa fosse necessario formalizzare la categoria cosmeceutici, da un punto di vista scientifico esiste un preciso razionale per la formulazione di un prodotto cosmeceutico, in linea con quanto il professor Kliggman e altri dermatologi e medici estetici ci hanno insegnato in tanti anni di ricerche.

Un cosmeceutico è un prodotto cosmetico che ha un design farmaceutico: ha una formulazione semplice, formata da pochi ingredienti ed il suo scopo è veicolare un attivo o una miscela di attivi, in alta concentrazione, con uno specifico target. Gli attivi che si utilizzano sono in grado di correggere specifici inestetismi poiché la loro azione nei processi biologici cutanei è ampiamente documentata dalla letteratura scientifica dermatologica, ma il loro valore funzionale risiede principalmente nella veicolazione che, pur favorendo  biodisponibilità e rilascio degli attivi, mantiene quelle proprietà cosmetiche di sicurezza e gradevolezza applicativa, indispensabili per garantire il comfort della cute e la soddisfazione del consumatore.
Naturalmente i cosmeceutici, come tutti i cosmetici, ma ancor più dei tradizionali anti-aging, appartenendo ad un mercato libero e non soggetto ad approvazione prevendita, possono essere oggetto di messaggi di marketing spregiudicati che creano confusione nel mercato, penalizzando in qualche misura anche i produttori più seri che stanno a regole non scritte, ma di etica e trasparenza industriale.
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Per fortuna, sia i consumatori che i medici che consigliano i "cosmeceutici" hanno a disposizione molti strumenti per valutare la differenza tra chi usa etichetta e messaggi in modo proprio e chi la utilizza senza una base formulativa coerente con il suo significato

Per saperne di più chiedi una consulenza personalizzata scrivendo a info@perlapelle.it
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Autore: Prof.ssa Alessandra Semenzato - docente di Chimica dei prodotti cosmetici, Università degli Studi di Padova
 


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